50 ANNI DEL RATTAZZO – LA STORIA DIETRO E DAVANTI UN BANCONE

COPIAMO E INCOLLIAMO SENZA VERGOGNA IL BELLISSIMO ARTICOLO CHE GLI AMICI DI ZERO HANNO DEDICATO NEL GIORNO DEL SUO 50ESIMO COMPLEANNO A QUELLO CHE, PER CHI VIVE A MILANO, NON E’ UN SEMPLICE BAR.

TRA LE RIGHE QUI SOTTO C’E’ MOLTO DI PIU’ CHE UNA SEMPLICE RECENSIONE E CHI E’ CAPITATO DI FRONTE O DENTRO A QUESTO BAR LO RIESCE A CAPIRE BENISSIMO.

1961-2011

Il 21 settembre 1961 Piero Rattazzo alzò per la prima volta la serranda del suo bar in Ticinese, zona povera della città, piena di operai e poveri cristi. Il suo era un classico bar di quartiere dove giocare a carte tra un quarto di vino e un panino a 50 lire. Dopo 50 anni è ancora dietro il bancone, e se gli chiedi chi glielo fa fare ti risponde che “a stare coi giovani ci si sente giovani”. Ma in fondo capisci che il lavoro è la sua vita e che a stare a casa si sentirebbe inutile. Lunedì 19 vi aspetta per festeggiare a modo suo: salame e birrozza da 66, polpette e risotto. A parlare dei tempi che furono, senza nostalgia, perché le chiacchiere dei giovanissimi sono lì a ricordarti che il Rattazzo vive.

1971-1980

Rattazzo acquista la latteria all’angolo e apre la trattoria, diventando il ritrovo per eccellenza del Movimento studentesco. Nascono le celebri polpette e ogni giorno van via 25 chili di michette (panini a 100 lire). I suoi clienti sono Lerner, Ferrara, Mentana, Negri, Sofri, Tobagi, Bompressi, le bande Cafiero e Bellini, Vallanzasca. Tutti bravi ragazzi secondo Piero, almeno all’epoca.

1981-1990

Brutti tempi gli anni 80, persino se il tuo bar non è frequentato dai paninari e dai “protagonisti” della Milano da bere. Fuori l’eroina distrugge, tanto che Piero una notte va a chiudere le vedovelle del Parco Vetra. Con scarsi risultati: i tossici portano i limoni e per procurarsi una dose sono pronti a tutto. Dentro nasce la Smemoranda e i panini costano 200 lire.

1991-2000

L’eroina non va più di moda, Rattazzo installa i frigoriferi self service e i clienti si portano le birrette al parco. È un cambiamento epocale: i giovani stanno fuori dai bar, non più dentro. Si vendono anche molti cocktail e meno vino, il panino arriva a 1000 lire. Nel ‘99 l’amministrazione decide di chiudere il parco di notte. Come al solito quando si proibisce, il delirio aumenta.2001-2011Il quartiere diventa fighetto, proliferano le boutique. Dopo due anni di offerte, Piero nel 2006 vende le sue vetrine sul corso a un noto marchio. Riapre in via Vetere, che suo malgrado diventa un club a cielo aperto: bonghi, bottiglie rotte, mille persone che ogni notte vengono fatte sfollare con gli idranti. È l’una quando Piero, 71 anni, esce a calmare gli animi. Giù il cappello.

(articolo di Simo “Pastu”)

 

NON C’E’ MOLTO DA AGGIUNGERE SE NON CHE LA MAGIA E LA BELLEZZA DEL POSTO L’HA COMPRESA ANCHE LAPO CHE DI BELLEZZA SE NE INTENDE. INFATTI DA QUALCHE MESE L’UOMO VOTATO L’UOMO PIU’ ELEGANTE AL MONDO DA UNA GIURIA DI AZIONISTI DELLA FIAT E DI SPACCIATORI HA PRESO CASA PROPRIO LI DAVANTI.

IL SUO SUV CAMO SI MIMETIZZA PERFETTAMENTE TRA LA GIUNGLA DI VIA VETERE E NELLE NOSTRE TESTE RIMARRA’ PER SEMPRE IMPRESSA QUELLA SERA CHE LAPO DI RITORNO DALLA SUA MAGICA PERFORMANCE SUI CAMPI DELL’NBA SI PALESO’ IN UN CALDO VENERDI’ PRIMAVERILE E TRA I TANTI ” VAI A LAVORARE”  O ” VAI A TRANS IN VIALE  ZARA” O I PIU’ PATETICI “JUVE MERDA” CHE GLI LANCIARONO CI FU QUALCUNO CHE IN QUEL GESTO VIDE DEL TALENTO E GLI URLO’ UN CONSIGLIO:

“LAPO, VAI A GIOCARE A BASKET”