LE STREGHE DI SALEM / REVIEW BY A.PAGANO

LO SCORSO DICEMBRE MI RECAI A BOLOGNA PER UNO DEI RARISSIMI LIVE ITALIANI DI ROB ZOMBIE (PER L’OCCASIONE SPALLEGGIATO DAL “TWIN OF EVIL” MARILYN MANSON). TRAMITE RACCOMANDAZIONI ANCORA POCO CHIARE RIUSCII AD OTTENERE UN PASS BACKSTAGE: LA SCUSA UFFICIALE ERA AZZARDARE UN’INTERVISTA “BOOTLEG” A MANSON, MENTRE LA REALE INTENZIONE ERA QUELLA DI RIUSCIRE A SCAMBIARE DUE TIMIDISSIME PAROLE CON ROB, DA ALCUNI DENIGRATO PER IL SUO “SOUTHERN INDUSTRIAL” DOZZINALE, DA MOLTI ACCREDITATO COME CARDINE DEL NUOVO HORROR D’AUTORE.

OVVIAMENTE DOPO IL CONCERTO NESSUNA TRACCIA DI ZOMBIE (GIA’ TELETRASPORTATOSI IN ALABAMA, CON TUTTA PROBABILITA’), E LE PIU’ NOBILI INTENZIONI CINEFILE FURONO SURROGATE DA UN BORIOSO AFTERSHOW CON TWIGGY RAMIREZ E IL RESTO DELLA BAND STRAIGHT EDGE (SI’, AVETE CAPITO BENE) DEL REVERENDO.

E’ CONSUETUDINE, NELLA CRITICA DI VARIO GENERE, TERGIVERSARE CON LUNGHE E PIU’ O MENO ATTINENTI PREMESSE PER RIDURRE ALL’OSSO L’ANALISI “TECNICA” DEL PRODOTTO IN ESAME: IL PRIMO CAPOVERSO (IN AULICO PASSATO REMOTO) NE E’ LA RIPROVA. PERCHE’ RECENSIRE “LE STREGHE DI SALEM” SECONDO I CANONI DEL CINEMA DI ZOMBIE (E DELLA CINEMATOGRAFIA HORROR IN GENERALE) E’ UNA CAUSA PERSA.

AFFOSSARLO COME REFUSO KUBRICKIANO

POLANSKIANO

O JODOROWSKIANO

E FARSI FIGHI CON LA CUMPA DEL CAPE DEFINENDOLO “DERIVATIVO” (TERMINE CHE DIVENTA PARADOSSALE IN ACCEZIONE NEGATIVA) E’ UTILE COME LA TRAMA IN UN FILM PORNO. E AZZARDARNE UN’APOLOGETICA SULLA BASE DI QUESTE PREMESSE SAREBBE INFINE ALTRETTANTO RISIBILE.

“ANDRE BASTA CON LE PIPPE: TI E’ PIACIUTO O NO ‘STO FILME?1?1”

DOMANDA IDEALE SCANSABILE ACCOMUNANDO L’ULTIMO LAVORO DI ROB ALLE AVANGUARDIE SOGGETTIVISTE CHE AVETE STUDIATO IN BRERA, NABA O IED FRA UN APE E L’ALTRO (TIPO SIMBOLISMO, ESPRESSIONISMO E SURREALISMO): ROBE CHE O LE SENTI O NON LE SENTI, E LIQUIDARLE CON UN PERSONALISSIMO “SI” O “NO” STELLATO/NUMERATO POTREBBE OSTACOLARNE VISIONE E APPREZZAMENTO AGLI ANIMI PIU’ PLAGIABILI.

“OK MA ‘STO DISCORSO NON SI PUÒ ESTENDERE ALL’ARTE IN GENERALE?1?1?”

NO, PERCHE’ AD ESEMPIO L’ULTIMO DISCO DI SALMO (DA CUI CI ASCOLTIAMO IL SECONDO SINGOLO ESTRATTO INTITOLATO – CHE RIDERE – ROB ZOMBIE) FA OGGETTIVAMENTE CAGARE.

A SALEM IL REGISTA TROVA UNA NUOVA CIFRA STILISTICA (CHE, A DIRLA TUTTA, MI AUGURO NON DIVENTI L’UNICA) PER IL SUO CONTRIBUTO ALL’HORROR MODERNO: UN VIAGGIO ENTROPICO, SCONNESSO ED AUTOCOMPIACIUTO NELLA FASCINAZIONE PER IL DEMONIO E IL GOTICO AMERICANO (APPUNTO LA LEGGENDA DELLE STREGHE DI SALEM, MASSACHUSSETS), CHE INCORNICIA FRA LE ALTRE COSE VIRTUOSISMI SCENOGRAFICI, UN DEGNISSIMO SOUND DESIGN AD OPERA DI JOHN 5 (EX CHITARRISTA DI MANSON; ATTUALE CHITARRISTA DI ZOMBIE) E UNA CONVINCENTE SHERI MOON ZOMBIE (MOGLIE DI ROB) AL CENTRO DELL’INCUBO PERSONAL-SATANICO-RIPRODUTTIVO.

UN’OPERA DI “VIDEOARTE” CHE, NONOSTANTE TUTTO, NON HO VOGLIA DI CONSIGLIARVI. FATE VOBIS.

SENZA VOTO.

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