MACHETE KILLS / REVIEW BY A.PAGANO

PRIMA DI INIZIARE OGNI TIPO DI RECENSIONE VORREI PORGERE I MIEI PIU’ SENTITI RINGRAZIAMENTI A  RODRIGUEZ PER AVER DENUNCIATO NEL SUO ULTIMO FILM QUELLO CHE MOLTI – TROPPI – PENSANO DA ANNI, ABBATTENDO IL MURO DELL’OMERTA’ SU UNA QUESTIONE TANTO IPOTETICA QUANTO VEROSIMILE.

GRAZIE ROB PER AVER DOPPIATO LADY GAGA CON UNA VOCE MASCHILE.

OK, DA QUI E’ TUTTA IN DISCESA.

LA PREMESSA CHE IL COSIDDETTO “FILM D’EXPLOITATION” SIA L’ESASPERAZIONE IN SEDE PUBBLICITARIA DEI TRATTI PIU’ SENSAZIONALI DELLA PELLICOLA E’, A MIO AVVISO, ABBASTANZA VELLEITARIA (QUANTO MI PIACE USARE IL TERMINE “VELLEITARIA”) SE CONTESTUALIZZATA NELL’ODIERNA INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA.

BASTI PENSARE A COME PERSINO LA RECENTE PALMA D’ORO LA VITA DI ADELE SIA STATO DA MOLTI RIDIMENSIONATO AD UN PORNO LESBO.

AHH, LE MAGIE DEL MARKETING.

LA SERIE DI MACHETE INVECE – DA SUBITO OMAGGIO ALL’EXPLOITATION D’ANNATA  – SI E’ FIN DAGLI ESORDI PROPOSTA DI DARE ALLO SPETTATORE ESATTAMENTE QUELLO CHE GLI ERA STATO PROMESSO DAI VARI MATERIALI PROMOZIONALI: SANGUE, GNOCCA E CAST TOTALMENTE A RANDOM.

SE HAI VISTO IL TRAILER DI MACHETE KILLS AVRAI PROBABILMENTE SPERIMENTATO QUELLA CHE IN GERGO SCIENTIFICO CHIAMIAMO EIACULAZIONE PRECOCE”.

ECCO, ORA IMMAGINA DI STRETCHARE QUESTI 2 MINUTI DI PROMO SU QUASI DUE ORE DANNY TREJO CHE PARLA DI SE’ STESSO IN TERZA PERSONA, STRAP-ON SEMIAUTOMATICI E GENTE COME MEL GIBSON (NELL’INEDITA VESTE DEL CATTIVONE DI TURNO), ANTONIO BANDERAS E CHARLIE SHEEN (SI, CHARLIE SHEEN) CHE RECITA IN RUOLI IMPROBABILI.

BENE, METTITI IN TASCA UN PACCHETTO DI TEMPO© CHE POI TE LI DIMENTICHI E FAI I DANNI SULLA POLTRONA.

TREJO, CHE DICHIARA DI VENIR ORMAI CHIAMATO “MACHETE” ANCHE DA SUA MADRE, TORNA NEGLI SPORCHISSIMI PANNI DEL MACELLAIO LEGGENDA NAZIONALE MESSICANA, E LO FA SORNIONE E SMALIZIATO, CONSCIO DI POTER DIALOGARE COL PUBBLICO DI UN PERSONAGGIO DIVENTATO ICONA IN BREVE TEMPO. LA SCENEGGIATURA DIVENTA QUINDI SE POSSIBILE ANCORA PIÙ NONSENSE DI QUELLA DEL PRIMO CAPITOLO, E SI SPOGLIA DI OGNI VAGO GUIZZO DI DENUNCIA SOCIALE E “MEXPLOITATION” (LO “SFRUTTAMENTO” QUI E’ DEI CLANDESTINI CENTROAMERICANI), RIVELANDOSI UN RIUSCITISSIMO COLLAGE SITUAZIONISTA, TERRENO FERTILE PER LE FATALITY E GLI SLOGAN ROBOTICI DELL’EX-PUGILE CARCERATO.

 “MACHETE SUCCEDE”.

UNA FOTOGRAFIA PIU’ PULITA DEL SOLITO SI ALTERNA AL SOLITO FILTRO DI PELLICOLA EROSA, COERENTEMENTE ALLA SCHIZOFRENIA REGISTICA DEL PLOT, IN UN GIOCO TANTO SENSATO PER L’ECLETTISMO DELLA PELLICOLA QUANTO POTENZIALMENTE INVISO AI MANIACI DELLA “GRINDHOUSE” E DEL RODRIGUEZ PALADINO DEL NO-BUDGET.

OLTRANZISMO CHE I VETERANI DOVRANNO PRESTO SMORZARE, DATE LE ANTICIPAZIONI SUL TERZO CAPITOLO DELLA SERIE (INTRODOTTE IN UN “FAKE TRAILER” PRIMA DEL FILM QUINDI SPOILER FREE) CHE PREVEDONO IL TRASFERIMENTO DELLA SPANGLOFONA CARNEFICINA NIENTEMENO CHE… NELLO SPAZIO.

IN SOSTANZA UN FILM CHE FA QUELLO CHE SI PROPONE FARE: SCHIFO, NEL SENSO PIU’ PURO E MERITEVOLE DEL TERMINE: IMMAGINATEVI SHARKNADO CON LA PRODUZIONE DI RAMBO 2 E AVRETE UN’AZZARDATISSIMA IDEA DI A COSA ANDATE INCONTRO.

POI PER IL SOFT PORNO C’E’ SEMPRE “LA VITA DI ADELE”, NO?

CIAO EXPLOITED

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