ABBIAMO INTERVISTATO MIKEQ

INTERVIEW BY ANDREA CIPPO ROSSO – PHOTOS BY PIOTR NIEPSUJ & MICHAEL DIVINE (MIKEQ)

LO RICONOSCEVI IN PIAZZA DEL DUOMO: INDOSSAVA UN CAPPELLO ROSSO E FOTOGRAFAVA LE ATTRAZIONI TURISTICHE MENTRE DEGLI OMETTI IN BIANCO LO SEGUIVANO. LUI ERA MIKE Q, GLI OMETTI IN MAGLIA POLO ERAVAMO NOI.

LO ABBIAMO ACCOMPAGNATO A VEDERE LA MADONNINA, DOPO AVER IMMORTALATO LO SKYLINE MILANESE, ABBIAMO BEVUTO UNA COCA-COLA E CI ABBIAMO CHIACCHIERATO UN PO’.

MIKEQ E’ DEL NEW JERSEY, INNAMORATO DELLA GOLDEN-AGE DEL VOGUE NEWYORKESE SI E’ FATTO PORTAVOCE DELLA BALLROOM.

DALLA CONSOLLE DELLE VOGUE KNIGHTS A QUELLA DEL TOM, DOVE HA SANCITO LA CHISURA DELLA BOLLENTE STAGIONE DEL WEIRD CLUB.

ACR: ALLORA, COM’E’? PRIMA VOLTA PER TE IN ITALIA?

MQ: NO, LA SECONDA. HO SUONATO A FIRENZE PER UN PARTY DI VICE NEL 2012.

 ACR: E COM’E’ STATO? QUAL E’ LA TUA OPINIONE SUL PUBBLICO ITALIANO?

MQ: DEVO DIRE, PER ME E’ COME UN QUALSIASI ALTRO PUBBLICO. APPREZZO PERO’ CHE L’EUROPA ABBIA COSI’ TANTI PAESI COSI’ RAVVICINATI, COSI’ POCHE ORE D’AEREO OFFRONO UN PUBBLICO DIFFERENTE.

ACR: COM’E’ PER TE ESPORTARE UN SUONO COSI’ CARATTERISTICO DEL NEW JERSEY, SVILUPPATOSI SUI DANCEFLOOR NEWYORKESI, COME LA BALLROOM? COM’E’ PROPORLO AD UN PUBBLICO STRANIERO CHE PROBABILMENTE NON E’ COSCIENTE DI QUALE SIA LA STORIA CHE QUESTE SONORITA’ PORTANO CON SE’?

MQ: LA REAZIONE PUO’ ESSERE ENTUSIASTA, COME NO. MOLTE PERSONE HANNO VISTO PARIS IS BURNING, MOLTI MI CONOSCONO COME MOLTE ALTRE NON MI CONOSCONO E SEMPLICEMENTE REAGISCONO ALLA MUSICA.

ACR: SONO CURIOSO: IL FENOMENO DELLA VOGUE HOUSE, PROMOSSO DA MADONNA E COSI’ CONTRADDISTINTIVO DEL PANORAMA OMOSESSUALE NEWYORKESE. COSA TI HA AFFASCINATO COSI’ TANTO DA VOLERLO FARE TUO?

MQ: E’ STATO INEVITABILE PER ME VENIRCI IN CONTATTO, INNANZITUTTO PERCHE’ SONO OMOSESSUALE IO STESSO. CIO’ MI HA PERMESSO DI ANDARE IN UN CLUB NEL JERSEY, UNA SEMPLICE SERATA DEL VENERDI’, DOVE C’ERANO DEI BREVI SEGMENTI BALLROOM. SOLO TRE TRACCE, UNA QUINDICINA DI MINUTI. ERANO MOMENTI INCREDIBILI, LA MUSICA ERA COSI’ DIFFERENTE DALLA MIA. SONO STATO A NEW YORK, ED E’ STATO LO STESSO. DA LI’ NON L’HO MAI LASCIATA. IL BALLO ERA QUALCOSA DI PAZZESCO, DI STRANO, COSI’ PURE LA MUSICA.

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ACR: TI RITIENI QUINDI PARTE DI QUESTA CULTURA, RITIENI CHE IL TUO CONTRIBUTO STIA SVILUPPANDO QUESTA REALTA’? HAI MAI SENTITO DELLE RESPONSABILITA’ SOCIALI, OLTRE CHE ARTISTICHE, FACENDONE PARTE?

MQ: SINCERAMENTE NO, NON HO MAI SENTITO NEPPURE LA PRESSIONE DI ESSERE UN DJ O UN PRODUCER. QUANDO SONO ENTRATO NELLA SCENA NON MI ASPETTAVO NEPPURE DI DIVENTARE QUELLO CHE SONO, LE COSE SONO SUCCESSE, PRESUMO CHE DOVESSERO SUCCEDERE.

ACR: SO CHE SEI RESPONSABILE DI UNA CLUB-NIGHT, LE VOGUE KNIGHTS. HAI UN’ETICHETTA ED UN COLLETTIVO, LA QWEEN BEAT. QUESTE CONNESIONI COME SI SONO INSTAURATE? VI ACCOMUNA LA MUSICA O L’INTENTO DI CREARE ED ARTICOLARE UN VOSTRO IMMAGINARIO?

MQ: VOGUE KNIGHTS NON È LA MIA SERATA, E’ DOVE SONO IL RESIDENT DJ. SONO L’UNICO DJ. VENUTO IN CONTATTO CON MC, BEATMAKERS, PRODUCER È SORTO NATURALE RAGGRUPPARLI IN UN COLLETTIVO. NON E’ SOLO MUSICA, E’ ANCHE BALLO. SONO DUE ASPETTI CHE VANNO PER MANO. NON BALLANDO IO PERSONALMENTE, LA MUSICA E’ CIO’ DI CUI MI OCCUPO.

ACR: DAVVERO NON BALLI? NON ME LO SAREI ASPETTATO ESSENDO LA TUA MUSICA COSI’ CLUB-FOCUSED. COME TI RAPPORTI AD UNA DIMENSIONE PIU’ INTIMA E DI ASCOLTO DELLA MUSICA? SEI ATTIVO SU QUEL FRONTE?

MQ: IL CLUB, INDUBBIAMENTE IL CLUB E’ UNA PARTE FONDAMENTALE NELLA MIA MUSICA. SEGUO CIO’ CHE SUCCEDE SUI DANCEFLOOR, HO DOVUTO CALIBRARE LA MIA MUSICALITA’ PERCHE’ NE FOSSE AFFINE, IL VOGUEING HA SEMPRE ISPIRATO LA MIA MUSICA.

ACR: QUINDI TI SENTI PIU’ A TUO AGIO NELLA FIGURA DI DJ O DI PRODUCER?

MQ: IL DJ. E’ STRANO PERCHE’ HO INIZIATO COME PRODUCER, ERO SPAVENTATO DAL DEBUTTO COME DJ. AVEVO 17ANNI, ERA IL 2004. NEL 2005 HO INIZIATO A FARE IL DJ PER I GAY-CLUB CHE FREQUENTAVO, I DJS SUONAVANO LA MIA MUSICA ED I PROMOTER FACEVANO PRESSIONE PERCHÈ FOSSI IO A FARLO. MA PREPARAVO I DJ-SET IN CAMERETTA, LI PRE-REGISTRAVO, NON VOLEVO SBAGLIARE. ORA DEDICO PIU’ TEMPO AL DJING CHE ALLA PRODUZIONE, POSSO VIAGGIARE SENZA SENTIRE LA PRESSIONE DI PUBBLICARE TRACCE O EP.

ACR: HAI PUBBLICATO DEL MATERIALE PRIMA DI ESSERE MIKE Q? HAI INIZIATO DAVVERO PRESTO A PRODURRE, MA LA TUA DISCOGRAFIA E’ ANCORA MODESTA. AVEVI QUALCHE MONIKER PRECEDENTEMENTE?

MQ: NO, SONO SEMPRE STATO MIKE Q. MOLTE COSE SONO FUORI, MOLTE ALTRE ANCORA NO. MAGARI DIFFUSE IN CIRCUITI PIU’ UNDERGROUND.

ACR: QUEL CAMPIONE “AH!” DEI MASTERS AT WORK HA UN QUALCHE SIGNIFICATO PER TE?

MQ: INTENDI SE HA UN SIGNIFICATO PER ME? SINCERAMENTE NO, PER ME ERA UN VOCAL SNAP COME GLI ALTRI. SOLO DOPO HO SAPUTO DA DOVE PROVENISSE, E’ UNO STATEMENT DELLA VOGUE HOUSE, MA NON LO RITENGO UN ELEMENTO COSÌ FONDAMENTALE. 

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ACR: QUALCHE PIANO PER IL FUTURO?

MQ: FAR DECOLLARE LA MIA ETICHETTA, FACCIO PARTE DI ALTRE LABEL, MA VORREI CHE SI AFFERMASSE LA MIA COME ETICHETTA PURAMENTE BALLROOM. SUONARE IL PIÙ POSSIBILE, ANCORA VIAGGIARE. 

ACR: ED ULTIMA DOMANDA, STASERA SUONERAI AL WEIRD BY SEAPUNKGANG, UNA CLUB-NIGHT DI CHIARA ISPIRAZIONE AD UN’ESTETICA POST-INTERNET. IL TUO RAPPORTO CON INTERNET? FADE TO MIND A CUI SEI LEGATO È SICURAMENTE UNA REALTA’ SIGNIFICATIVA IN QUESTO IMMAGINARIO.

MQ: E’ IL MOTIVO PER CUI SONO QUI, IL BALLROOM STESSO NON SAREBBE DOV’E’ ADESSO, SICURAMENTE DEVO PENSARE CHE HA AVUTO UN RUOLO IMPORTANTE NELLA MIA CARRIERA. 

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CIAO MADONNINA

INTERVIEW BY ANDREA CIPPO ROSSO

 

 PHOTOS BY PIOTR NIEPSUJ

 

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