UN ANNO DI BIGLIETTI DELL’A.S. VELASCA

Il 1° ottobre 2017 compare il primo biglietto dell’A.S. Velasca. Oggi quel biglietto compie un anno e si affianca ad altri 43 realizzati uno dopo l’altro da artisti/supporter italiani, francesi, inglesi e di altre nazioni, ma anche dagli stessi componenti della società e uno persino dagli stessi giocatori che ci hanno messo le proprie impronte.

Molti pensano sia settembre il mese della rinascita, dei nuovi inizi, dei buoni propositi. Come se fosse una sorta di secondo gennaio, che si ripete dopo l’estate concedendo un’ultima possibilità di rimettere le carte in tavola e provare a concludere qualcosa entro la fine dell’anno, ormai vicina.

Una scusa, forse, per cercare di fare ordine e ricominciare da capo. Non che sia una cosa semplice: le ripartenze richiedono tempo, testa e abilità, ragione per cui settembre diventa spesso un mese di semina, che si riduce a un pugno di giorni compresi tra l’ultimo mare e le prime felpe.

Inizia oggi ottobre, il mese del raccolto per chi ha saputo pazientemente aspettare. Ci piace pensare che tra loro ci sia l’A.S. Velasca, club milanese fondato, guarda caso, nell’ottobre 2014 e ideato dalla connection italo-francese fra Wolfgang Natlacen (presidente), Loris Mandelli (vicepresidente), Marco De Girolamo (direttore sportivo), Karim Khideur (consigliere) e Clément Tournus (tesoriere), con la duplice ambizione di diventare la terza squadra di Milano e di unire calcio e arte.

Se raggiungere Milan e Inter potrebbe richiedere ancora diverso tempo e fatica (ma la fame c’è, sono grandi sognatori), coniugare due mondi apparentemente opposti come calcio e arte è la vera sfida vinta dall’A.S. Velasca. Provincia e fango, sangue e sudore, cuore, passione e umiltà incontrano la creatività espressa in tutte le sue forme, dal disegno, alla grafica, al collage, alla scultura, fino alla poesia (“si dice che la domenica anche gli angeli giocano a calcio”, recita il biglietto #34 disegnato da Pacôme Thiellement). L’incontro avviene in più occasioni.

Ogni anno, anzitutto, il Velasca sceglie un artista per realizzare un’opera d’arte che diventerà lo sponsor della squadra, affiancandosi a quello tecnico di Le Coq Sportif: lo sono stati il mattone forato di Régis Sénèque per la stagione 2015/2016, i loghi colanti di ZEVS (2016/2017), gli ideogrammi cinesi di Jiang Li (2017/2018) e ora l’apparato digerente (buco nero al posto dello stomaco per la maglia home e organi interni per la away) dell’artista camerunese con base a Gent Pascale Marthine Tayou.

Le divise, in quanto opere d’arte, vengono esposte ogni anno in occasione delle mostre organizzate dal club in giro per l’Europa in musei non convenzionali – come l’Edicola Radetzky affacciata sulla Darsena di Milano – oppure presentate al pubblico in maniera altrettanto originale, com’è accaduto quest’anno a bordo di un tram storico in centro città. Infine, per ogni match, il Velasca chiede a un creativo di disegnarne il biglietto nel proprio proprio stile: in bianco e nero, a colori, su qualsiasi supporto a disposizione. Le regole, apparentemente, sembrano poche: area rettangolare, nomi delle due squadre, data, ora e luogo della partita. Per il resto, spazio alla creatività. Ogni ticket diventa così un piccolo capolavoro da collezione, da custodire con cura in casa o da esporre in una galleria d’arte.

Il 1° ottobre 2017 compare il primo biglietto dell’A.S. Velasca. Il ticket inaugurale non poteva che rappresentare il simbolo per eccellenza del club, la Torre Velasca, emblema della modernità per la sua capacità di rompere con la tradizione (fu la prima torre ad essere progettata con la caratteristica forma a fungo) ma allo stesso tempo legata al passato. Brutta, ma di una bellezza mostruosa. Un edificio controverso tanto quanto affascinante. A prescindere dall’aspetto estetico, quello che è certo è che la Torre Velasca sia “un omaggio a Milano”, come l’ha definita Ernesto Nathan Rogers. Un omaggio alla città che l’A.S. Velasca porta avanti a modo suo. Oggi quel biglietto compie un anno e si affianca ad altri 43 realizzati uno dopo l’altro da artisti/supporter italiani, francesi, inglesi e di altre nazioni, ma anche dagli stessi componenti della società e uno persino dagli stessi giocatori che ci hanno messo le proprie impronte.

Nella gallery i biglietti di: Wolfgang Natlacen, Taline Zabounian, Nada Pivetta, Daniele Guarino, Carine Mechref, Catherine Borowski, Lee Baker, Andrea Cernotto, Ola Fisayo, Sanford Roy McCoy, Patricia Legrand, Quentin Holtz, Francesca Belgiojoso, Regis Seneque, Patrizia Novello, Loris Mandelli, Noel Fuzellier, Adrian O Smith, Luca Malinverni, Cristophe Ansay, Antonio Ferrara, Matteo Girola, Costabile Piccirillo, Stephen Dean, Jessica Soffiati, Anne Deleporte, Mio Cugino, Mili Yadav, Alessandra Piolotto, David Oliva, Daniela Novello, Jean Benoit Ugeux, Pacome Thiellement, Jack Whelan, Paolo Delvecchio, Ladislas Natlecen, Aviral Sinha, Cal Docherty, Kevin Jackson, Alessandro Belussi.

Il Velasca è la squadra più artistica al mondo? Forse, ma non solo. Il loro sogno rimane quello di arrivare al ventiseiesimo piano della Torre, percorrendo passo dopo passo la scalata dalla Terza Categoria alla Serie A.

E allora Milano avrà finalmente la sua terza squadra.

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