BIENOISE – MOST BEAUTIFUL DESIGN

Con un po’ di ritardo sulla data d’uscita apriamo e chiudiamo questo ultimo lunedì di Novembre con il nostro disco della settimana: Bienoise – Most Beautiful Design.

È uscito il 16 novembre scorso ed è il settimo lavoro di Bienoise (4 lp + 3 ep), producer piemontese, RBMA 2014, The Italian New Wave e laurea ad honorem in sound engineering conferita nel 2015 dalla Ptwschool Sound Academy. Scherzi a parte, Most Beautiful Design è un piccolo gioiello che è uscito su floppy disk e in digitale, pubblicato da Mille Plateaux. Cinque brani con un bitrate di 16kbps che esplorano le imperfezioni del suono iper-compresso, sonorità a cui non siamo – per fortuna – più abituati, oggi che il mondo viaggia in HD e su fibra ottica. Le cinque tracce, Prepared CD Overture, To Save, To Share, Utopia Robotz, Gursky Windows e la title track Most Beautiful Design, sono perfette per questo lunedì di detox ed è un ascolto da fare preferibilmente su un paio di casse da pc datate 1998. Dopotutto chi non ne ha mai possedute un paio?

Utopia Robotz, realizzato da Paul Simon Heyduck, è il primo “singolo”, accompagnato da un video liquido e ondivago, ispirato dalle onde della riviera Ligure, dove Paul ha passato alcune delle sue estati in gioventù.

Abbiamo chiesto a Bienoise di raccontarci Most Beautiful Design, onestamente non potevamo chiedere spiegazione migliore e non ci sentiamo di aggiungere altro. Grazie Alberto:

“Il disco nasce dalla mia ossessione per i limiti dei mezzi: laddove nastri e vinili saturano e frusciano, il digitale manca di rumori di fondo e imperfezioni – ma il digitale molto compresso ha invece una grande quantità di artefatti digitali, ai quali l’orecchio dell’ascoltatore è anche molto abituato a causa della frequente bassa qualità audio dello streaming.
Quindi, mi sono armato di spettroscopio ed ho cercato di capire in che modo la compressione mp3 rispondesse a frequenze e dinamica. I primi esperimenti sono del 2013, ed in questi anni ho scritto molti brani, via via escludendo ciò che non funzionava o approfondendo ciò che mi piaceva: la mancanza di ritmica, ad esempio, è dovuta al bisogno di lasciare spazio agli elementi di interesse vero, che faceva suonare ogni parte di batteria un po’ fuori contesto. Alcuni brani, come Utopia Robotz, sono nati già completi; altri, come la title track, che è l’ultima in ordine di tempo ed appropriatamente la più consapevole, hanno subito infinite modifiche per arrivare al risultato che volevo: ho programmato, esportato in wav, codificato in mp3 e riascoltato la traccia almeno cinquanta volte prima di esserne soddisfatto.
I file finali sono in mp3 a 16kbps, ad un passo da una totale deformità digitale, ma comunque molto distanti dagli mp3 a 128/320 kbps che siamo abituati a sentire.
Avevo in mente da molto tempo di pubblicare qualcosa su floppy disk, e le dimensioni ridottissime di questo lavoro si sposavano alla perfezione con il messaggio che volevo portare avanti: quello di tributo ad un design perfetto, a metà tra il tecnico (ad esempio, la protezione fisica dei dati per il floppy, il mascheramento delle frequenze per l’mp3) e l’umano (le proporzioni che impediscono di inserirlo nel verso sbagliato, o un ragionamento su cosa è davvero importante far arrivare all’ascoltatore).

E’ tutto in questa famosissima citazione di Brian Eno:

“Whatever you now find weird, ugly, uncomfortable and nasty about a new medium will surely become its signature. CD distortion, the jitteriness of digital video, the crap sound of 8-bit – all of these will be cherished and emulated as soon as they can be avoided. It’s the sound of failure: so much modern art is the sound of things going out of control, of a medium pushing to its limits and breaking apart. The distorted guitar sound is the sound of something too loud for the medium supposed to carry it. The blues singer with the cracked voice is the sound of an emotional cry too powerful for the throat that releases it. The excitement of grainy film, of bleached-out black and white, is the excitement of witnessing events too momentous for the medium assigned to record them.” (Brian Eno, A Year With Swollen Appendices)”

Acquisto & ascolto completo:
forceincmilleplateaux.bandcamp.com/
force-inc.org/en/p/most-beautiful-design-floppy-disk

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