ENSI – DENG DENG

È tornato Ensi, “più classico del terzo dito”, con il nuovo disco Clash, uscito il 1 Febbraio. Il primo singolo è Deng Deng, prodotto da Stabber e video diretto da Marco Proserpio, con gli scatti urbani e analogici di Guido Borso.

È vero, ultimamente scriviamo poco di rap, o meglio, cerchiamo di parlarne solo quando esce qualcosa di davvero rilevante. In questo caso non parliamo solo del disco di Ensi, forse uno dei suoi migliori pubblicati finora, Clash, uscito il 1 Febbraio (ascoltalo qui); ma ti raccontiamo anche il lavoro che c’è dietro allo street-video girato da Marco Proserpio uscito pochi giorni fa. In questi tre minuti, completamente in bianco e nero, si alternano immagini di strada con taglio documentaristico girate con una videocamera 16mm e foto su pellicola, veri frame urbani scattati da Guido Borso.

Il risultato è un video ad altissima credibilità e di forte impatto visivo, fuori dallo stereotipo rap = strada, tra scorci di Via Padova, impennate, scritte sui muri, skate e un ring, luogo di sfida da sempre molto familiare a Ensi.

Abbiamo intercettato Marco Proserpio che ci ha raccontato meglio il suo punto di vista sulla lavorazione di Deng Deng:

“Conosco Guido Borso da tanti anni e ho sempre seguito il suo lavoro e la sua ricerca. Ci siamo sempre supportati negli anni, ma non avevamo mai collaborato a qualcosa dall’inizio alla fine. L’uso di frame fissi, quindi di foto, il far fermare per un attimo un video, in una sorta di freeze, è un concetto che mi interessava e che stavo sperimentando, e quando Ensi mi ha chiesto se volevo girare il video di questo singolo ho allargato subito l’invito a Guido. Per il soggetto ci siamo divertiti un po’ a sperimentare per strada, girando per viale Padova, guardandoci intorno, improvvisando praticamente tutto. Cercando di stare lontani da certe rappresentazioni un po’ caricaturali della strada che spesso si vedono nei video rap da queste parti, ma, invece, cercando di avere un approccio più documentaristico – che alla fine è quello che interessa maggiormente sia me che Guido – non mostrando tutto quello che si può mostrare, né tutto quello che abbiamo visto girando per la strada in una settimana, senza la volontà insomma di raccontare una storia di senso compiuto.

Per il video abbiamo usato una cinepresa 16mm del 1974, che usavano in America in quegli anni per fare i telegiornali. Anche questa è stata una limitazione fondamentale: la gente, per strada, vedeva questa camera giapponese di ferro che sembra un’astronave e ne rimaneva più attratta rispetto a vedersi una camera digitale puntata in faccia. Ensi, Circus (la sua agenzia) e Warner, non hanno visto nulla fino alla fine. Si sono fidati. Poi abbiamo sviluppato e messo insieme tutto in 48 ore ed è uscito.” –Marco Proserpio.

E come contenuto speciale abbiamo chiesto a Guido Borso di farci vedere meglio gli scatti presenti nel video che per ragioni di montaggio scorrono via troppo velocemente per essere apprezzati a pieno. Guarda bene, sono 55 foto e c’è anche qualche inedito:

“Lavorare con Marco è stato super e molto stimolante anche per il fatto che oltre che un video-clip musicale è a tutti gli effetti un esercizio di stile dove entrambi abbiamo dato il massimo in una sola settimana. È stato come giocare a Tetris: avevamo focalizzato le storie da raccontare, ma non sapevamo esattamente come incastrarle tra loro e avevamo una deadline molto ravvicinata. Insomma, è stata una corsa contro il tempo, ma alla fine i lavori/progetti più belli e soddisfacenti te li devi sudare, è giusto che sia così!

Per scattare ho deciso di usare la mia vecchia Olympus OM1 con diverse ottiche, ma principalmente ho usato il 28mm e il 50mm (entrambe ottime lenti) e ho usato dei rulli 35mm tutti in bianco e nero.

Jari lo conobbi parecchi anni fa tramite DJ 2P, ma è la prima volta che mi ci trovo a lavorare insieme, come con Marco poi, e posso dire che è stata una figata e ringrazio tutti loro per averci dato fiducia dal primo all’ultimo giorno. Good vibes e umiltà sono gli ingredienti che secondo me ci ha fatto finire il livello alla grande (tornando alla metafora di Tetris).” – Guido Borso.

Ascolta Clash di Ensi:

RIMOWA X ALEX ISRAELXIU XIU – GIRL WITH BASKET OF FRUIT
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