Spalato Mega Drive

Un omaggio al Sega Mega Drive. Una console indimenticabile che ha segnato l’infanzia di Filippo e Michele Papetti, i due fratelli founder di Spalato Wyale (WM #73), che, rispettivamente con un bellissimo racconto in prima persona e un artwork, presentano su Ptwschool il loro set interamente composto da musiche del Sega Mega Drive, on air domani, sabato 12 dicembre, su Radio Raheem alle 15.00.

Testo di Filippo Papetti

Il Sega Mega Drive è arrivato a casa mia il 1° maggio del 1991, giorno di nascita di mio fratello Michele, regalato dai miei genitori probabilmente per darmi qualcosa da fare, mentre loro si occupavano del neonato. È rimasto lì fino a poco prima del Duemila, con i giochi vecchi; e ci giocava anche mio fratello da piccolo, coi suoi amici. Per tre-quattro anni è stato il cardine attorno a cui si svolgeva la mia giornata appena tornato da scuola: un resoconto credo sovrapponibile a quello di molti altri miei coetanei.

Ho sempre amato i videogiochi anche se negli ultimi anni li ho quasi completamente abbandonati, diventati troppo complessi per i miei gusti. Così, poco prima dello scorso lockdown, io e Michele abbiamo comprato uno di quei bundle per Playstation 4 con dentro tutti i migliori giochi per la vecchia console, e ci siamo fatti un tuffo nel passato. A dire il vero è durata poco, perché poi lui ha ripreso quasi subito possesso della Play, continuando le sue saghe notturne. Io invece sono rimasto davvero flashato, soprattutto dalle musiche, e sono entrato in un trip come non mi capitava da anni.

Già alcune notizie avevano stuzzicato la mia curiosità qualche mese/anno prima, ma non avevo approfondito perché le avevo bollate frettolosamente di “retromania”. Ad esempio la Hyperdub che fa uscire una compilation per cartuccia di Mega Drive, addirittura con una versione in edizione limitata della console (non è proprio così, ma all’epoca ero ignaro di tutto il sottobosco degli emulatori). Oppure Red Bull Music Academy che chiama Yuzo Koshiro e Motohiro Kawashima ad eseguire per la prima volta live la colonna sonora di “Street Of Rage”. Per non parlare poi dei vinili che stavano uscendo, ossia di me che scrollando HHV.DE vedo le copertine dei videogiochi con cui sono cresciuto e, stranito, istintivamente mi chiedo il perché.

Il perché è presto detto: alcune delle soundtrack dei videogiochi del Sega Mega Drive sono dei veri capolavori, da un punto di vista sia compositivo che di resa sonora. La console utilizzava – o meglio ancora utilizza, perché ad esempio c’è un mio amico che ci gioca tuttora – la vecchia Audio Unit del precedente Sega Master System, ma con in aggiunta un chip della Yamaha denominato YM2612, del tutto simile a quello del mitico DX7, iconico sintetizzatore degli anni Ottanta. Con i pochi canali di polifonia disponibili – di cui uno assegnabile alla riproduzione di brevi sample – e cartucce dalla memoria alquanto risicata, i compositori si son ritrovati a dover programmare le musiche sfruttando le limitazioni oggettive della tecnologia nella maniera più creativa possibile.

Non mi dilungo su ulteriori questioni tecniche perché non ne ho le competenze, così come non ho le competenze musicologiche tali da valutare il lavoro dei compositori da un punto di vista accademico. Ciò che mi ha davvero colpito risiede ad un livello – passatemi il termine – bergsoniano. Facciamo l’esempio del già citato “Street Of Rage”, memorabile picchiaduro a scorrimento del 1991, che ai tempi ho letteralmente divorato. Nel comporre, Yuzo Koshiro ha dichiarato di essersi ispirato alla musica da club del periodo, cercando di ottenere un suono il più moderno possibile. A riascoltarla oggi la soundtrack ha ancora un tiro pazzesco: è una versione ibrida di tutte le sfaccettature della dance di inizio anni Novanta, però con un deciso piglio melodico-descrittivo, e soprattutto un sacco di idee che fanno capolino l’una dopo l’altra. Ricapitoliamo: praticamente ci sono io, a otto anni, ancora a digiuno di musica, che ogni giorno mi sciroppo due-tre ore di musica Techno/House, di stampo americano, prodotta da un compositore giapponese.

Ma anche le colonne sonore di Sonic The Hedgehog. Ho giocato a Sonic tantissimo. È un gioco a cui giocavo anche “da grande”. Nella mia memoria le musiche di Sonic erano dei semplici motivetti da canticchiare, che io ancora ricordavo così bene solo per via di tutte le ore passate a raccogliere anelli. In realtà la creatività dietro le musiche della saga è immensa. Il funky-rock sincopato imbastito da Masato Nakamura nei primi due capitoli è una pietra miliare nella storia della musica da videogiochi. E credo sia anche uno dei segreti del suo successo planetario tanto quanto la grafica iper-saturata o il gameplay a mille all’ora. E poi c’è Micheal Jackson. Il “Re del Pop”, grande fan del porcospino blu, che già aveva collaborato con Sega per l’adattamento videoludico del film “Moonwalker”, viene chiamato dalla casa di produzione giapponese per sviluppare le musiche del terzo capitolo, e si mette al lavoro con un team di stretti collaboratori. Pur non essendo accreditate – MJ abbandona il progetto da lì a poco, pare per questioni legate allo scandalo pedofilia – tracce del suo passaggio emergono vistosamente una volta decrittate le giuste chiavi di lettura. E qui sto solo riassumendo in poche righe questioni a cui vari pazzoidi su Youtube hanno dedicato ore. Fidatevi che ne vale la pena.

In questi ultimi anni la sintesi in modulazione di frequenza ha visto quella che si può chiamare una vera e propria reanaissance. Vari sono i nuovi synth FM immessi sul mercato: dalla Digitone dell’Elektron fino ad arrivare alla Volca FM o al nuovissimo Opsix sempre di Korg. È di qualche mese invece l’uscita di MEGAfm, strumento commercializzato da Twister Electrons che unisce lo stesso chip YM2612 del Mega Drive ad un sistema di controllo che alleggerisce la notoria difficoltà di programmazione di questo tipo di sintesi.

Chissà se verrà utilizzato anche dai tanti musicisti elettronici che nel corso degli anni hanno dichiarato di essersi ispirati al tipico suono della console. Un suono grezzo e secco, caratterizzato da bassi rotondi e profondi; con tutto lo spettro sonoro tipico della sintesi in FM, però molto più sporco e decisamente poco raffinato. A mio parere però il vero punto di forza è il suono delle batterie. I sample PCM compressissimi, a bassissima fedeltà, che se usati in maniera sapiente rendono il tutto semplicemente unico.

Negli ultimi mesi ho raccolto molta musica prodotta per Sega Mega Drive, inizialmente sono andato a riascoltarmi un po’ tutte le soundtrack dei miei videogiochi preferiti, per confrontare i ricordi con un orecchio più maturo, poi ho diggato trovando vere e proprie chicche. Ho realizzato quindi una selezione di quelli che – a mio parere, per quello che conosco – sono i titoli migliori. Sono partito da un livello electro-funk per poi muovermi fino ad esplorare tutti i vari territori sonori generabili dalla macchina. Credo che chi si occupa di musica elettronica possa trovare molti spunti interessanti, e spero possa appassionarsi come me al suono di questa console a cui, come avrete capito, sono molto legato.

Ascolta il set di Spalato Wyale domani, Sabato 12 Dicembre, alle 15.00 su Radio Raheem.

Playlist: Ammuina Rendez-vous by PellegrinoInterview: Gato Tomato
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