Una Cosa Mostruosa nel Sacro Bosco di Bomarzo, intervista a Vittoria de Franchis: come sceglieremo cosa ricordarci?

Una Cosa Mostruosa è un progetto tridimensionale per il Sacro Bosco di Bomarzo.
Un’odissea sonora, narrativa e visiva sulla cuspide tra Ermetismo Rinascimentale e Ecologia del Digitale. Una Cosa Mostruosa ha come fulcro la memoria in quanto mito, virtualità, spazio, concetto-immagine.

Una Cosa Mostruosa è un progetto di Vittoria de Franchis, realizzato in collaborazione con Giampaolo Scapigliati. Ha luogo il 17 luglio attraverso un triplice intervento: una performance musicale di Etrusca 3D (Francesco Cavaliere e Spencer Clark), un’interpretazione immaginifica di Giulio Scalisi ed una visita guidata del Sacro Bosco con il Professor Antonio Rocca.

Programma

Una Cosa Mostruosa ha come fulcro un intervento sonoro di Etrusca 3D, ultimo progetto di Francesco Cavaliere e Spencer Clark, i quali presentano il loro ultimo lavoro “Trickster Blade”. Un’ opera musico letteraria, una biblioteca di Babele nella quale suono e parola danno forma ad uno spazio sonoro falotico dagli infiniti rimandi storici, archeologici, fantascientifici e futuri. La performance site-specific di Etrusca 3D viene preparata lungo una residenza di una settimana avente luogo al Palazzo Orsini nella settimana che precede Una Cosa Mostruosa. Il concerto avviene il 17 luglio 2021 al culmine del percorso iniziatico che struttura silenziosamente il Sacro Bosco, ai piedi del Tempio dedicato da Vicino Orsini a sua moglie Giulia Farnese.

Una Cosa Mostruosa reinterpreta le immagini rinascimentali presenti nel Sacro Bosco, ispirate all’iconico trattato di mnemotecnica del Cinquecento di Giulio Camillo Delminio “L’Idea del Theatro”. L’artista visivo Giulio Scalisi (@fontanabianca) viene invitato a ridisegnare diciannove immagini mnemoniche, trasponendole in un chimerico e tridimensionale immaginario contemporaneo.

Le diciannove immagini di Giulio Scalisi compongono un gioco di carte M3MORY 3D, una variazione del gioco di Memory nel quale vengono introdotte delle carte lacuna: queste ultime evocano le temporanee perdite di memoria che caratterizzano l’iperstimolazione del mondo digitale. M3MORY 3D è la summa di Una Cosa Mostruosa, un invito al gioco e (soprattutto) alla memoria, un catalogo archetipico che viene pubblicato il 17 luglio 2021.

↳ Artwork by Giulio Scalisi (@fontanabianca)

Una Cosa Mostruosa prevede inoltre l’intervento narrativo del Professor Antonio Rocca, museologo e storico dell’arte che ha dedicato le ultime due decadi allo studio del Sacro Bosco e alla sua complessa simbologia, scoprendone l’origine concettuale nell’iconico trattato di mnemotecnica rinascimentale “L’Idea del Theatro” di Giulio Camillo. La lettura visionaria del Sacro Bosco del Professor Antonio Rocca ha permesso a migliaia di visitatori di approfondire e comprendere quello che è uno dei luoghi più enigmatici del Rinascimento Ermetico. Il Professor Antonio Rocca terrà una speciale visita guidata pensata ad hoc per Una Cosa Mostruosa, il 17 luglio 2021. La narrazione culmina nel concerto di Etrusca 3D, in conclusione del percorso iniziatico del Sacro Bosco di Bomarzo.

Breve intervista a Vittoria de Franchis, ritratti e parole by RFM

Settimana scorsa sono stato a casa di Vittoria per poco più di un’ora. Lei in questi giorni ha un’agenda di impegni molto fitta: tra l’organizzazione di Una Cosa Mostruosa, call di lavoro e un imminente trasloco. Solo il tempo di bere un bicchier d’acqua e di scambiare due parole, Vittoria si è fatta scattare qualche ritratto nel suo soggiorno, vicino alla finestra da cui si ha una bellissima vista su Milano e vicino al suo tappeto chiazzato a cui ha persino dato un nome: Donatello, in onore a Donatella Versace. Avevo in mente diverse domande da farle, così, in maniera molto spontanea è nata quest’intervista.

R: Ciao Vittoria, la prima domanda che vorrei farti è molto spontenea. Conosco abbastanza bene il tuo percorso, e in tutte le cose che hai curato in passato non c’è mai niente di scontato. Tra le ultime penso ad Avantgardening – per chi non lo sapesse, è stato uno dei primi festival in streaming in Italia durante la pandemia, che ha saputo portare molta innovazione e ricerca mentre stavamo chiusi in casa – ma anche alla tua collaborazione con Threes, Terraforma e perdonami se al momento mi sfugge qualcos’altro. La domanda quindi è: da dove nasce tutta questa tua energia, tutta questa necessità / volontà di curare esperienze uniche?

V: Il catalizzatore è una spinta continua verso la metamorfosi. Questa è per me una parola molto rappresentativa che ho spesso usato per raccontare i miei progetti. Penso che il nostro ruolo in quanto agenti creativi (e con questo intendo tutta la specie umana) sia quello di trasformare continuamente ciò che ci circonda e permea attraverso le nostre azioni, che siano esse sonore o silenti. Sono una persona molto fortunata perché nel corso degli anni ho avuto un forte magnetismo con persone incredibili – come Ruggero e Virginia per esempio – con le quali poi abbiamo dato forma a degli spazi fisici e metaforici profondamente trasformativi, sia per noi che per gli altri. La volontà nasce quindi dalla metamorfosi e dall intersecarsi di forze diverse che risultano in un satellite-locus-amoenus in cui proporre una visione libera e mitica.

R: Il Sacro Bosco di Bomarzo, mi dicevi, è un luogo a te molto caro, parlando di memoria, quali sono i tuoi primi ricordi legati a questo luogo straordinario?

V: Ho infiniti ricordi che si sovrappongono del Sacro Bosco di Bomarzo sin da quando ero piccolissima. Mio padre ha comprato una casa a Bomarzo negli anni Ottanta quando ancora era semi-sconosciuto, per cui ho passato praticamente tutte le estati a correre per le strade di peperino del borgo. Penso che la forza di certi luoghi, come quello del Sacro Bosco, sia proprio di catapultare l’osservatore in una dimensione atemporale in cui i nostri consueti riferimenti simbolici vengono meno e quindi anche le coordinate alle quali sottostiamo. Il Sacro Bosco è uno spazio ipnotico, mi piace molto andarci da sola d’inverno, quando non c’è nessuno e allora le statue parlano e si muovono indisturbate. Il mio primo ricordo è forse proprio con mio padre, che è una delle persone che più mi ha insegnato ad apprezzare la presenza e bellezza delle cose.

R: Ho letto cose bellissime nel manifesto che mi hai girato via mail e mi ha colpito molto quando hai scritto che “oggi, sia l’azione che la scelta di cosa ricordare avviene in modo sempre meno attivo, in quanto con l’ingegneria informatica e i dispositivi digitali è subentrata la conservazione automatica d’informazioni, l’idea di un archivio totalizzante nel quale tutto è potenzialmente memorizzato ma non ricordato.” Cosa rappresenta quindi la memoria per questo tuo ultimo progetto?

V: La memoria è il fulcro di Una Cosa Mostruosa. È un tema che ricorre da vari anni nei miei lavori e progetti. La memoria è identificativa di chi siamo in quanto siamo ciò che ricordiamo a livello individuale e collettivo. La dimensione della memoria è intrinsecamente legata a quella della fantasia in quanto ogni qualvolta ricordiamo, reinventiamo il passato e quindi tutta la nostra identità. Si tratta anche di un esercizio molto divertente e flessibile. Mi capita a volte di raccontare delle cose che ricordo o che forse ho sognato ma forse mi sto semplicemente inventando, ma sono assolutamente “reali” come tutte le memorie. Nel caso di Una Cosa Mostruosa, la memoria viene esplorata da vari punti di vista, partendo da una ricerca e analisi storica dell’arte mnemonica (che risale a Platone e Cicerone) con un’attenzione particolare ad un progetto geniale del Rinascimento di Giulio Camillo. “L’Idea del Theatro” è un progetto architettonico di spazializzazione della memoria attraverso quarantadue immagini. L’immagine nel Rinascimento prende il posto del logos, a seguito dell’invenzione della stampa e della prospettiva in pittura, quello è forse l’inizio del mondo di immagini in cui viviamo adesso. Immagini che sono legate a concetti (esercizio alla base dell’arte mnemonica). L’accumulo incredibile di memorie (-immagini) che caratterizza il contemporaneo è il punto di partenza per un discorso speculativo che ha come fulcro l’Ecologia del Digitale e quindi alla sostenibilità del mondo digitale a partire dai database che contengono gli archivi totalizzanti di tutti noi. A un certo punto ci saranno troppe memorie (che occupano troppo spazio fisico e inquinano) e quindi come sceglieremo cosa ricordarci?

R: Una Cosa Mostruosa cerca di trovare una risposta a questa nostra perdita di memoria contemporanea attraverso la musica, la cultura, ma anche con un gioco. Come nascono le figure del M3MORY 3D di Giulio Scalisi e quanto tempo ci è voluto per l’artista realizzare tutte le 19 figure? Come si è sviluppato il vostro processo creativo?

V: Le immagini mnemoniche disegnate da Giulio nascono dalla volontà di creare un ponte tra diverse temporalità, diversi concetti di “immagine”, diverse idee di memoria. L’esercizio compiuto insieme a Giulio è quello di inserire nel mondo digitale delle memorie archetipiche sotto forma di immagini 3D e quindi di “hackerare” quel processo di oblio della memoria nel mondo online, consci della forza simbolica di un’immagine. A volte mi piace pensarle come delle pubblicità della memoria. Il processo con Giulio è stato molto interessante, è un artista bravissimo con il quale spero di lavorare ancora. Le immagini si sono sviluppate a partire da lunghe conversazioni telefoniche e testi scritti che ci siamo scambiati senza mai vederci di persona, in particolare da diciannove mie descrizioni a livello simbolico e visivo delle statue del Sacro Bosco (a loro volta immagini del Theatro della Memoria di Giulio Camillo). Mi piace molto lavorare con gli artisti a partire da una serie di istruzioni le quali poi vengono interpretate, degli accenni narrativo-architettonici che danno forma all’aura dello spazio creativo senza definirlo completamente . Giulio ha interpretato in maniera sublime le diciannove immagini che compongono il gioco di M3MORY 3D – che verrà rilasciato il 17 Luglio – ogni qualvolta me ne mandava una è stata una grandissima emozione, come se fosse nata una cosa… mostruosa. La sorpresa è la più potente metamorfosi.

R: Mentre per quanto riguarda ETRUSCA 3D, la loro performance inizierà con una residenza artistica di una settimana che anticiperà l’evento. Puoi raccontarci o anticiparci qualcosa su come sarà il loro intervento sonoro, o è ancora tutto in divenire?

V: Etrusca 3D è un cosmo multi-mitico. Sia Francesco che Spencer sono artisti fantastici nel vero senso della parola, dei gate tra narrazioni e visioni diverse le quali vengono canalizzate attraverso la parola, il suono, la forma. La prima volta che ho ascoltato Etrusca 3D ero a Bomarzo, ma era come se fosse sempre stata lì, come un miraggio e doveva solo apparire con una grande vampata. Etrusca 3D presenta il loro nuovo lavoro “Trickster Blade”, un guizzo-fiammata sonora che solletica ombelico e scapole. L’album che verrà rilasciato sotto forma di tape è già pronto e uscirà il 17 Luglio. La residenza che avrà luogo a Bomarzo nel Palazzo Orsini (castello del Principe che ha ideato e realizzato il Sacro Bosco) ha come fulcro la preparazione della performance live di “Trickster Blade” , si tratta infatti della prima performance assoluta di Etrusca 3D! Chissà cosa succederà, magari sfumiamo tutti mentre ridiamo a crepapelle, sono molto eccitata. La loro performance avrà luogo davanti all’ultima statua dell’iter ermetico che costituisce il Sacro Bosco, a quel punto l’iniziato si è purificato da tutto e si riconosce in Dio.

R: Cosa pensi o speri che ci potremo ricordare di Una Cosa Mostruosa tra uno, due o dieci anni? E più nell’immediato, quali sono le tue prossime mosse?

V: Ah! Chissà che memorie scaturisce Una Cosa Mostruosa, sono curiosa. Una memoria di una memoria di una memoria. Nell’immediato le mie mosse consistono in una trasformazione abbastanza totale della mia vita, lascio Milano e mi trasferisco nell’iperuranio veneto.

Portraits & Interview: RFM

Una Cosa Mostruosa è un progetto di Vittoria de Franchis, realizzato in collaborazione con Giampaolo Scapigliati.
unacosamostruosa.com

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